Skip to main content

Carnevale e solidarietà: torna “Un Sorriso per Giorgia”

Inserito nel programma ufficiale del Carnevale di Mondovì 2026, torna anche quest’anno “Un sorriso per Giorgia”, l’evento benefico in memoria di Giorgia Cavarero, organizzato da Esedra Mondovì con la collaborazione di LILT- Lega Italiana Lotta contro i Tumori, sezione di Cuneo e Famija Monregaleisa 1949.

L’iniziativa, diventata negli anni uno degli appuntamenti più significativi e partecipati del carnevale, unisce spettacolo e solidarietà, generando ricadute concrete a beneficio di scuole, istituzioni e associazioni del territorio monregalese e cuneese.

Protagonisti dell’edizione 2026 saranno ancora una volta i Trelilu, con il nuovo spettacolo “Love alla còc”, una serata all’insegna dell’ironia, della musica e dell’intelligenza comica che caratterizza il celebre quartetto. Accanto a loro, la partecipazione speciale dell’attrice e conduttrice Carlotta Iossetti, che contribuirà a rendere ancora più coinvolgente l’appuntamento.

I progetti benefici 2026

Anche quest’anno “Un sorriso per Giorgia” sostiene iniziative concrete e mirate, con interventi strutturali e progetti di lungo periodo.

Le scuole di Mondovì: nuovi spazi per crescere. Nel 2018 era stato realizzato un importante progetto di allestimento di una sala laboratorio presso il Liceo “Vasco-Beccaria-Govone”, con la realizzazione di decorazione murali e l’installazione di arredi completi con scrivanie e mobili. La recente riorganizzazione degli spazi scolastici nella Città di Mondovì ha però comportato una nuova distribuzione dei locali tra istituti: il laboratorio è passato di competenza all’Istituto Alberghiero “Giolitti”, mentre il Liceo ha trasferito i mobili in altra sede. Pertanto, attraverso “Un sorriso per Giorgia” nel dicembre scorso si è già provveduto alla decorazione della nuova sala del Liceo nel nuovo locale assegnato, nel quale sono stati collocati i mobili già donati. Con la nuova edizione del progetto si provvederà a completare l’allestimento della Sala Giorgia” presso l’Istituto Alberghiero, un laboratorio informatico e multimediale che sarà dotato degli arredamenti e delle attrezzature multimediali.

Sostegno alla LILT Cuneo. Partner consolidato dell’iniziativa da diversi anni è la LILT Cuneo: nel tempo “Un sorriso per Giorgia” ha già contribuito in modo significativo alle attività dell’Associazione, arrivando a finanziare l’acquisto di tre autovetture per il servizio ai malati oncologici. Per il 2026 il contributo sarà destinato a sostenere le attività LILT, come il trasporto dei pazienti oncologici verso strutture di cura e ospedali, la promozione di attività di sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole, il supporto ai progetti attualmente in corso a favore dei malati e delle loro famiglie.

Il laboratorio di ceramica del Liceo Artistico. Da tre anni “Un sorriso per Giorgia” sostiene il nuovo Liceo Artistico di Mondovì, città storicamente legata alla tradizione della ceramica. Nonostante non sia ancora attivabile un corso curricolare specifico di ceramica, continua il sostegno di “Un sorriso per Giorgia” al laboratorio artistico della ceramica, coprendo in particolare i costi di cottura dei manufatti presso la Ceramica Besio 1842.

La Stanza Snoezelen per il CSSM. Tra i progetti in fase di avvio, la collaborazione con il Centro per i Servizio Socio-assistenziali del Monregalese (CSSM) per realizzare una Stanza Snoezelen, uno spazio multisensoriale dedicato in particolare a ragazzi con disabilità, ma aperto a un utilizzo inclusivo. La stanza, da realizzarsi presso il Centro diurno Sirio di Villanova Mondovì (ma fruibile da tutti gli ospiti dei Centri del CSSM) sarà progettata per stimolare tutti i sensi. Il progetto prevede un primo intervento di allestimento e acquisto delle attrezzature principali (proiettore e dotazioni multisensoriali), da integrare con future iniziative.

Le TV per l’Ospedale di Mondovì. La Famija Monregaleisa 1949, nell’ottica della collaborazione con il progetto, vuole dedicare alla memoria di Giorgia l’iniziativa di donazione alla Fondazione Ospedali Mondovì e Ceva per l’acquisto di televisori per il reparto di Week e Day Surgery del Regina Montis Regalis, iniziativa presentata nel corso della cena dei Lombardi.

Solidarietà che lascia il segno

Un sorriso per Giorgia” è oggi molto più di uno spettacolo: è un progetto collettivo che, anno dopo anno, trasforma la memoria in azioni concrete a favore della comunità. Perché ogni sorriso può diventare un’opportunità, e ogni gesto condiviso può fare la differenza.

Date e sedi degli spettacoli

Venerdì 20 marzo 2026 – ore 21: Teatro Baretti, Mondovì

Sabato 21 marzo 2026 – ore 21, Teatro Toselli, Cuneo

Prenotazioni

Esedra Mondovì: 0174 552192 – esedramondovi@gmail.com

LILT Cuneo: 0171 697057 – segreteria@legatumoricuneo.it

Nell’immagine, la presentazione della donazione di “Un sorriso per Giorgia” 2025

Il Moro e la sua Corte conquistano Nizza

Una giornata semplicemente clamorosa, emozionante e indimenticabile per il Carlevé ‘d Mondvì.

La Famija Monregaleisa 1949 celebra con grande soddisfazione la straordinaria partecipazione odierna della Corte del Moro al prestigioso Carnaval de Nice, uno degli appuntamenti carnevaleschi più importanti d’Europa.

Dopo una lunga preparazione, la delegazione monregalese ha sfilato oggi in Costa Azzurra portando in scena uno spettacolo di grande impatto, energia e qualità artistica: ad impreziosire la partecipazione è stata la coinvolgente coreografia realizzata insieme alla Good Vibes Crew, diretta da Manuela Marchisio: un lavoro intenso di settimane che si è tradotto in una performance dinamica e colorata, capace di conquistare pubblico e tribune di Place Massena.

“L’esperienza si è rivelata eccezionale sotto ogni punto di vista – commenta il presidente della Famija Monregaleisa 1949, Andrea Tonello: una vetrina internazionale di altissimo livello che ha permesso al Carlevé di promuovere con orgoglio le proprie tradizioni e la propria storia, valorizzando il tema annuale del Carnaval de Nice quest’anno incentrato sulle figure femminili. Rivolgiamo un grande grazie a tutti i membri della Corte del Moro e a Good Vibes Crew, che con grande affiatamento hanno portato su un palcoscenico di grande prestigio uno spettacolo davvero coinvolgente. La trasferta a Nizza è stata la vera e propria ciliegina sulla torta di un carnevale 2026 intenso e di qualità”.

Rivolgiamo un sentito ringraziamento – aggiungono il presidente Tonello ed il vice-presidente della Famija Pietro Danna – al sindaco di Nizza, Christian Estrosi, ed al consigliere municipale Laurence Navalesi per la splendida accoglienza che ci hanno riservato”.

La partecipazione consolida ulteriormente il legame tra Mondovì e la Costa Azzurra, confermando il Carlevé ‘d Mondvì come realtà capace di dialogare con i grandi eventi internazionali: “Un piacere e un onore aver presto parte al Carnevale di Nizza, il primo di caratura internazionale di tutta la Francia, nonché l’evento invernale più importante della Costa Azzurra – il commento dell’assessore alle Manifestazioni del Comune di Mondovì Alessandro Terreno -. Un sincero ringraziamento alla Famija Monregaleisa 1949 per l’attenzione, la passione e la competenza con cui sta valorizzando il Carlevé ‘d Mondvì: dopo il successo di pubblico della sfilata di domenica scorsa, essere ospitati quest’oggi a Nizza testimonia l’autorevolezza che ormai contraddistingue l’intera manifestazione e certifica, ancora una volta, quanto il Carnevale possa essere un efficace veicolo di promozione turistica che sa trascendere i meri confini locali”.

Sfilata dei carri all’Altipiano: un successo oltre ogni previsione

La ciliegina sulla torta di un grande carnevale: questa è stata la seconda sfilata del Carlevè ‘d Mondvì, che sul percorso dell’Altipiano ha visto protagonisti i carri allegorici ed i gruppi mascherati che hanno animato l’evento tra applausi e partecipazione calorosa, confermando la grande vitalità della manifestazione.

“Una giornata di sole, tantissimo pubblico e un entusiasmo travolgente per un successo oltre ogni previsione – commenta il presidente della Famija Monregaleisa 1949, Andrea Tonello -. Il circuito dell’Altipiano era una scommessa importante e oggi possiamo dire che è stata ampiamente vinta. La straordinaria presenza di pubblico e l’energia che si è respirata lungo tutto il percorso sono la migliore ricompensa per il lavoro fatto. Grazie alle istituzioni, agli sponsor, a tutti i partecipanti, ai volontari, al Moro, alla Bela Monregaleisa e a tutta la Corte, alle forze dell’ordine e al personale addetto alla sicurezza, a quanti hanno collaborato con passione e impegno alla riuscita dell’evento, a quanti vogliono bene al Carlevé. Siamo orgogliosi di quello che abbiamo realizzato insieme”.

“La scelta di sfilare all’Altipiano si è rivelata positiva, aiutando l’organizzazione anche rispetto alle dinamiche legate alle misure di sicurezza – commentano il sindaco di Mondovì Luca Robaldo e l’assessore alle Manifestazioni Alessandro Terreno -. Con questa edizione riteniamo che il Carlevé abbia trovato nuova solidità e sia tornato ad essere protagonista nei cuori dei più piccoli. Siamo grati alla Famija Monregaleisa 1949 ed a tutti gli sponsor: ora la sfida e far parlare di Carnevale per tutto l’anno!”

In calce la classifica finale, che ha visto il successo di Sant’Anna Avagnina tra i gruppi, e la vittoria pari merito di Scalenghe e Mondovì Fiori di Bambù tra i carri allegorici.

I prossimi appuntamenti

Il programma del carnevale monregalese non si esaurisce qui. La prossima domenica 22 febbraio si arricchirà il programma con un appuntamento di carattere internazionale: la Corte del Moro parteciperà infatti al Carnival de Nice, sfilando nel prestigioso carnevale di respiro europeo e proponendo una coreografia con l’accompagnamento della Good Vibes Crew di Manuela Marchisio.

A marzo torna in scena la solidarietà con “Un sorriso per Giorgia”, evento benefico organizzato da Esedra Mondovì con la collaborazione ed il supporto di Famija Monregaleisa 1949. Sabato 21 (al Teatro Baretti di Mondovì) e domenica 22 marzo (al Teatro Toselli di Cuneo) protagonisti Trelilu con “Love alla coc”, uno spettacolo con raccolta di fondi per progetti benefici. Coprotagonista delle serate sarà l’attrice e conduttrice Carlotta Iossetti. Prenotazioni: Esedra Mondovì: 0174 552192, esedramondovi@gmail.com; Lilt Cuneo: 0171 697057, segreteria@legatumoricuneo.it

CARLEVE’ 2026 – LE CLASSIFICHE FINALI

CARRI ALLEGORICI

1° classificato: ex-aequo Scalenghe-I Desbela con “Appesi a un filo” e Mondovì-Fiori di Bambù con “La danza delle coscienze”

2° classificato: Centallo-La compagnia dei festaioli con “Beatamente dannati”

3° classificato: Racconigi-I Maraiun con “Retro futuristico”

GRUPPI MASCHERATI

1° classificato: Mondovì Sant’Anna con “Basta un poco di zucchero”

2° classificato: la banda dei Piccoli Mori e delle Piccole Bele

3° classificato: Villanova Branzola con “Scapà da cà, tutti a casa… al bar

COPPA DEL PRESIDENTE

Villafalletto-Le teste mate con “L’Unione fa la forza”

PREMIO BRUNO BADUERO

Mondovì-Fiori di Bambù con “La danza delle coscienze” per lo spettacolare lavoro fatto sulle luci

GIURIA

La giuria è composta da: Andrea Tonello; Antonio Costamagna; Mattia Germone; Stefania Rossi; Vincenzo Tonello.

CLICCA QUI https://www.facebook.com/media/set/?set=a.942778611405968&type=3 PER LA GALLERIA FOTOGRAFICA!

Dalla Cena dei Lombardi, patacche e… solidarietà

Foltissima presenza alla tradizionale cena dei Lombardi del Carlevé ‘d Mondvì.

L’evento, che tradizionalmente anima il Giovedì grasso del carnevale monregalese, si è svolto alla Ca’ del Moro-Dancing Christ e ha visto la partecipazione di oltre trecento persone.

Un’iniziativa che ha riscoperto, ancora una volta, il suo carattere filantropico: in accordo con la Direzione sanitaria dell’Ospedale Regina Montis Regalis di Mondovì, parte del ricavato della cena verrà versato dalla Famija Monregaleisa 1949 alla Fondazione Ospedali Mondovì e Ceva a titolo di contributo per l’acquisto di televisori che – come ha spiegato il dottor Maurizio Ippoliti – verranno installati presso le camere dei reparti di Day Surgery e Long Surgery dell’Ospedale monregalese.

“Ringraziamo di vero cuore il dottor Ippoliti che come ogni anno coinvolge un gran numero di medici che partecipano alla cena dei Lombardi – commenta Andrea Tonello, presidente della Famija Monregaleisa 1949 -. Questo evento per chi ama il Carlevé ‘d Mondvì rappresenta un appuntamento irrinunciabile, ed ancora una volta ha sottolineato l’impegno che la nostra associazione mette in campo per far sì che il nostro carnevale sia un veicolo importante per fare del bene”.

Come da tradizione, la cena dei Lombardi è anche stata teatro della consegna delle tradizionali “patacche di benemerito”, assegnate dal Carlevé a chi si è particolarmente distinto per la sua opera a favore della manifestazione. Quest’anno le patacche sono state consegnate a Federico Bianchini, Federico Boglio, Giuseppe Bertola, Pietro Danna, Luciana Romeo, Fiori di Bambù. Di seguito le motivazioni.

Federico Bianchini

Degno nipote di un appassionato rappresentante della storica delegazione dei Quatr Merluss, Federico ha il carnevale nel sangue. Una patacca di benemerito in segno di riconoscimento per la collaborazione, l’affetto e la generosità dimostrati nei confronti del Carlevè ‘d Mondvì, una manifestazione che ama profondamente.

Federico Boglio

Incarna alla perfezione la voglia di far festa. Con la sua energia contagiosa trasforma ogni momento in un’esplosione di risate e sana follia carnevalesca. È una delle anime del Carlevé: libero, travolgente e irresistibilmente (e a volte pericolosamente!) fuori dagli schemi. Perché senza Chicco, la festa non sarebbe davvero una festa.

Giuseppe Bertola

Unisce la voglia di far festa alla serietà e all’affidabilità. È un vero armigero del Moro: attento e sempre presente è un porto sicuro nel pieno della follia carnevalesca. Con equilibrio e responsabilità dimostra che ci si può divertire senza mai perdere il senso del dovere. Un esempio di fiducia, impegno silenzioso e spirito di festa.

Pietro Danna

Un collaboratore insostituibile sempre pronto a risolvere i tanti problemi che si devono affrontare nell’organizzazione di un evento così complesso. Disponibile, ironico e paziente, una patacca di benemerito a Pietro, un vero gentleman del Carlevè ‘d Mondvì!

Luciana Romeo

In segno di profonda gratitudine per la sua instancabile disponibilità e il costante impegno. Organizzatrice attenta e infaticabile, in particolare nella cura e disposizione dei tavoli durante le cene di gala e dei Lombardi. Collaboratrice preziosa, esempio di dedizione e passione.

Fiori di Bambù

Un gruppo pieno di entusiasmo che rinnova ogni anno la tradizione dei carri allegorici senza arrendersi mai di fronte alle difficoltà tecniche ed economiche. Una patacca di benemerito per il grande impegno profuso nella partecipazione calorosa al nostro evento. Grazie per la passione e per l’allegria con cui portate in giro il nome del Carlevè ‘d Mondvì.

Il Carlevé di Mondovì al TG3 e… a Nizza

Il Carlevé ‘d Mond è orgoglioso di annunciare la sua confermata partecipazione al prestigioso Carnevale di Nizza nella giornata di domenica 22 febbraio 2026. L’annuncio ufficiale è stato dato nel corso della trasmissione RAI “Buongiorno Regione” di martedì 10 febbraio, nel quale il Moro Mario Bosia e la Bela Monregalèisa Cecilia Turbiglio hanno raccontato il carnevale di Mondovì e i suoi retroscena.

Dopo la straordinaria esperienza del 2024, quindi, il Moro, la Bela e la corte tornano sulla Croisette pronti a stupire con energia e creatività, interpretando con passione il tema ufficiale del Carnaval de Nice 2026: “Vive la Reine!” (Lunga vita alla regina), un inno alla forza, all’eleganza e alla creatività delle grandi figure femminili della storia e dell’immaginario collettivo. Tra le quali, ovviamente, ci sarà anche la Bela Monregaleisa, donna di grande carattere che nella storia ufficiale del Carlevé realizza il suo sogno fondando una nuova città: Mondovì.

Questa edizione rappresenta per la delegazione monregalese un’occasione speciale di confronto e spettacolo: e questa volta ci arriverà preparatissima. Grazie alla proficua collaborazione con Good Vibes Crew, diretta da Manuela Marchisio, la Corte del Moro si sta allenando con balli, coreografie originali e prove intense, per portare di fronte alle tribune di place Massena un’esibizione di grande impatto.

“È una grande opportunità per il nostro carnevale e per la nostra città portare lo spirito, le tradizioni e la gioia del Carlevé in uno degli eventi più importanti d’Europa – dicono il presidente della Famija Monregaleisa 1949 Andrea Tonello ed il sindaco di Mondovì Luca Robaldo -. La Corte, assieme alla Scuola di ballo, sta lavorando con grande impegno per interpretare un tema di grande attualità ed impatto con creatività ed energia. Un appuntamento di grande prestigio che rinsalda un legame con un territorio, quello della Costa Azzurra, verso il quale guardiamo sempre con grande interesse. Iniziative come questa rafforzano i rapporti tra le nostre comunità e contribuiscono a valorizzare Mondovì in un contesto internazionale di grande prestigio”.

GOOD VIBES CREW

Good Vibes Crew è una crew hip-hop capitanata e nata grazie a Manuela Marchisio, insegnante di danza con oltre 25 anni di esperienza, che ha creato uno spazio autentico dove giovani ragazzi e bambini possono vivere la cultura hip-hop in tutte le sue sfaccettature. Qui non ci si limita a ballare: si esplora un universo fatto di arte, socialità, espressione e appartenenza. Good Vibes è un percorso che abbraccia la storia, il mood e le radici dell’hip-hop, andando oltre i passi e le coreografie per scoprire cosa significa davvero far parte di questa cultura. Si studia, si analizza, si respira l’essenza di un movimento che è musica, danza, street art e molto altro. Oggi la crew conta quasi 100 membri, un gruppo eterogeneo e vibrante che cresce insieme, condividendo passione, energia e valori. Ogni incontro è un’occasione per esprimere creatività, costruire relazioni autentiche e sentirsi parte di una vera famiglia unita dal ritmo e dalle buone vibrazioni. Good Vibes Crew è il luogo dove l’hip-hop diventa linguaggio, dove la socialità si intreccia con l’arte, dove i giovani scoprono il potere della danza come strumento di crescita personale e collettiva. Una crew, una cultura, un’identità.

Il Carlevé vince contro il maltempo

Il Carlevé sfida la pioggia e… vince. La prima sfilata, dedicata ai gruppi, andata in scena domenica 8 febbraio nel centro storico di Breo, si è realizzata regolarmente nonostante il meteo incerto: “Abbiamo deciso di anticipare di un’ora la partenza, e la scelta si è rivelata azzeccata – commenta Andrea Tonello, presidente della Famija Monregaleisa 1949 – perché la pioggia non ha infastidito più di tanto né il percorso, né la festa finale. Ringraziamo di cuore tutti i partecipanti, ed in particolare il gruppo dei piccoli Mori e piccole Bele con i loro genitori ed accompagnatori, numerosissimi e partecipi. Ringraziamo il Comando della Polizia locale e la Protezione civile per il costante supporto, tutti i volontari, chi si è occupato della pulizia della città al termine della manifestazione”.

“Grazie alla Famija Monregaleisa 1949, in particolare per aver riportato il carnevale come evento principalmente dedicato alle famiglie – hanno evidenziato il sindaco Luca Robaldo e l’assessore alle Manifestazioni Alessandro Terreno – e ci teniamo ovviamente a ringraziare tutti i gruppi mascherati che hanno partecipato alla sfilata, per un evento che è tradizione per la nostra città”.

Da lunedì 9 febbraio si parte con il “GiroMoro”, oltre cinquanta appuntamenti tra Scuole, Case di riposo e strutture del territorio che vedranno impegnati il Moro e la sua Corte nel portare ovunque la contagiosa allegria del carnevale. Giovedì 12 febbraio la tradizionale cena dei Lombardi presso la Cà del Moro-Dancing Christ, domenica prossima la grande sfilata dei carri a Mondovì Altipiano, con partenza alle 14.30.

Gli sfilanti di domenica 15 febbraio

Banda musicale di Mondovì; il carro del Moro, con la Bela Monregaleisa, la Corte e i menestrelli; la banda dei piccoli Mori e delle piccole Bele; maschere rappresentative di altri carnevali e gruppi storici di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta; gruppo mascherato Branzona “Scapà da cà-Tutti a casa… al bar!”; Sbanday marchin band; gruppo mascherato S. Anna Avagnina “Basta un poco di zucchero”; sbandieratori e musici di Borgo San Martino di Saluzzo; carro allegorico Villafalletto-Le teste Matte “L’unione fa la forza”; Associazione Familupis trampolieri ed acrobati; carro allegorico Racconigi-I Maraiun “Retro Futuristico”; Swinga Brasil Show, ballerine e percussionisti brasiliani; carro allegorico di Centallo-La compagnia dei festaioli “Beatamente dannati”; carro allegorico di Scalenghe-I desbela “Appesi a un filo”; sbandieratori e musici di Borgo Don Bosco; carro allegorico di Mondovì-Fiori di Bambù “La danza delle coscienze”

Percorso sfilata

Allineamento in via Ortigara. Punto di partenza via Ortigara presso rotonda all’incrocio con via Manzoni. Percorso: corso Alpi, via San Bernardo, corso Europa. Arrivo e palco in piazza Monteregale

Programma

Ingresso corso Europa, dalle ore 11 Street food. Via Ortigara ore 14.30 partenza sfilata. Parco Europa, dalle ore 14.30 volo vincolato in mongolfiera. Piazza Monteregale: dalle ore 16.30 arrivo sfilata; ore 17.15 premiazione.

La storia di Pietro

Pietro non ricordava il volto di sua madre, né la voce di suo padre. Era cresciuto orfano.
Nel villaggio si diceva che fosse nato sotto una cattiva stella. E che pertanto portasse sfortuna. Questo bastò ad essere considerato diverso, dagli altri. I bambini lo evitavano. Se organizzavano i giochi, si guardavano bene dall’invitarlo. Inizialmente, era solo escluso. Poi iniziarono a deriderlo. Gli tiravano sassi, lo spingevano nel fango, ridevano del suo silenzio. Pietro non rispondeva: abbassava gli occhi e incassava, come se il dolore fosse qualcosa da accettare. Inizialmente piangeva, poi smise di farlo, forse perché non aveva più lacrime, o forse semplicemente perché non piangendo si sarebbe sentito più orgoglioso. E si chiudeva sempre di più.
Crescendo diventò alto e robusto, ma la forza non gli bastava per ottenere il rispetto degli altri. Poco più che bambino fu mandato a servizio presso una famiglia per guadagnarsi il pane. Lavorava dall’alba al tramonto, nei campi e nelle stalle. Lavorava, e lavorava, e lavorava ancora. Eppure non era mai abbastanza. Gli urlavano contro, lo trattavano come una bestia da soma, a volte lo colpivano. E più lo denigravano, più Pietro si chiudeva in sé stesso.

Ormai non si aspettava più nulla dagli uomini: gli unici istanti in cui il suo cuore trovava pace era tra i cavalli. Con loro parlava a bassa voce, li accarezzava, ne conosceva i bisogni prima ancora che nitrissero. Sapeva curare una ferita, calmare uno stallone imbizzarrito, guidare una bestia stanca senza frusta, ma con le parole giuste. Divenne uno stalliere eccellente, ma nessuno glielo riconobbe. Era forte, ma silenzioso. Ma ancora deriso. Per il villaggio era sempre Pietro, quello che portava sfortuna. Pietro l’incapace. Pietro lo stupido.

Una sera, mentre stava per tornare dal pascolo con i cavalli, vide salire una colonna di fumo dal villaggio, mentre voci animate riecheggiavano nella valle. Affrettò il passo, ma già si sentiva cosa avrebbe trovato. Il temibile Moro, il principe saraceno la cui leggenda aveva iniziato a serpeggiare nelle loro vallate, era arrivato anche lì. Risalendo dal mare, conquistando, saccheggiando. Alcune storie popolari lo dipingevano come un capo sanguinario, spietato. Altre invece raccontavano di un uomo sapiente, arrivato da lontano non tanto per imporsi, per capire, per confrontarsi. Accelerando ancora la sua corsa, Pietro immaginò le strade invase da gente in fuga, porte spalancate, voci spezzate dal panico.
Ridiscese alfine nel villaggio, senza più fiato. Al centro della piazza, dove ardeva un fuoco alimentato da sterpaglie, c’era lui: il Moro. Imponente, nelle sue ricche vesti, lo sguardo duro. Ma velato di stanchezza. Pietro si sentì solleticato dalla paura, ma quel sentimento non attecchì. Non aveva nulla da perdere: vide in quell’uomo e in quel caos una possibilità diversa dalla vita misera che conosceva. Si fece avanti e parlò, cercando di farsi capire a gesti, sfruttando quelle poche parole che i seguaci del Moro sembravano capire. Disse che sapeva badare ai cavalli, che poteva servire.
Il Moro lo osservò a lungo. Lo studiò. Sembrò guardargli dentro. Forse riconobbe in lui qualcosa che anch’egli aveva vissuto, in un tempo lontano, in una terra ancor più lontana. Poi fece un cenno, e Pietro fu preso con loro. Da quel villaggio lasciato in cenere portarono via solo lui.
Percorsero una lunga strada ed arrivarono ad un accampamento dove il vento, ogni tanto, portava il profumo del mare: un piccolo insediamento dove già vivevano altre persone, dominato da una torre di pietra.
Lì Pietro non trovò ferocia, ma un ordine severo, una giustizia asciutta, semplicità spartana. Chi lavorava mangiava, chi sbagliava pagava, ma senza quella crudeltà per la quale il Moro era divenuto tristemente famoso. Passavano le stagioni, Pietro badava ai cavalli, puliva le stalle, portava gli animali al pascolo. Era la cosa che sapeva fare meglio, e che continuava a farlo sentire bene, libero. Eppure il ragazzo continuava a stare in disparte, come aveva sempre fatto: perché in fondo continuava a pensare di essere inutile, un’ombra tra gli uomini.

Un giorno, mentre stava pulendo le stalle, al mattino presto, Pietro sentì la carovana del Moro avvicinarsi. Eccoli, pensò, i nuovi arrivati. Un altro villaggio messo sotto scacco dal principe saraceno andava ad accrescere la popolazione di quel villaggio all’ombra della torre. Il manipolo era condotto dagli armigeri, fedeli servitori del Moro. Nel gruppo spiccavano quella che doveva senz’altro essere una nobile, forse una principessa; ed uno scudiero aitante, ma un po’ malconcio. I due procedevano a braccetto e sembravano farsi forza l’un l’altra. Lo sguardo di Pietro vagò da un viso all’altro, e in quel gruppo dove regnavano sconforto e smarrimento la notò subito: la ragazza aveva il volto pallido per la paura, ma negli occhi ardeva un fuoco vivo. Era fiera, anche nel dolore, e non piegava la testa. Pietro sentì allargarsi il cuore come non gli era mai successo: se ne innamorò all’istante. Le andò incontro, la sorresse. Le parole gli sgorgarono direttamente dall’anima, precise, nette, senza esitazioni o balbettii: “Non avere paura. Ci sono io”, le disse.
Lei alzò gli occhi, lo guardò intensamente: “Mi chiamo Bella”, rispose semplicemente.

Da allora Pietro la aiutò come sapeva fare: con pazienza, con attenzione, lasciandole i suoi spazi. Le mostrò il villaggio, le parlò dei cavalli, le offrì silenzio quando serviva e presenza quando mancava. La aiutava a ritrovare forza e coraggio, perché sapeva che in lei ardeva un fuoco, alimentato da speranze e sogni. Nel contempo, Pietro cambiò. Imparò ad aprirsi, a confidarsi, anche a raccontare il suo passato difficile. Era la prima volta che lo faceva. La prima volta che parlava veramente. “Avrei dovuto farlo prima”, pensava, mentre capiva come le angherie e i soprusi subiti, parlandone a cuore aperto, sembravano diventare sempre più leggeri. Ogni parola condivisa con Bella portava le sue vecchie ferite, piano piano, a rimarginarsi.
Bella e Pietro non incontravano spesso il Moro, ma quando il capo dei saraceni incontrava i loro sguardi nei suoi occhi vedevano chiaramente una luce inconfondibile: quella del rispetto.
Un giorno Bella raccontò a Pietro una cosa che lo cambiò definitivamente: “Sono riuscita a capire che cosa cerca il Moro nei villaggi che visita. Non vuole uccidere, non vuole distruggere: vuole imparare. Ha un dono: quello di saper riconoscere e giudicare il valore delle persone a prima vista. Ed è per questo che dalle sue razzie porta con sé nel suo villaggio quelle persone che ritiene eccellenti. Ne studia le qualità, imparando molto velocemente quello che sanno fare. I suoi servitori dicono che li interroga di continuo su quello che facciamo, e di notte scrive pagine e pagine. Lui ti chiama إلى يتحدث الذي الرجل الخيول, alrajul aladhi yatahadath ‘iilaa alkhuyul. L’uomo che parla ai cavalli”. Ma Pietro quasi non la ascoltava più. “Io… una persona di valore?” pensò tra sé il ragazzo. E per la prima volta smise di sentirsi solo un servo. Capì che poteva essere utile, che il suo valore non dipendeva dal giudizio degli altri.
L’uomo che parla ai cavalli. Ecco il suo dono. Il suo posto nel mondo.

Pietro sapeva che il Moro era stanco di quella vita errante, fatta di razzie e sangue. Più di una volta lo aveva visto osservare l’orizzonte, come se il cuore fosse già tornato alla sua terra lontana. Ma correvano voci insistenti: si diceva che fosse braccato dall’imperatore Ottone I in persona, padre della principessa che il Moro aveva accolto sotto la sua protezione. Se Ottone avesse scatenato i suoi eserciti contro il saraceno, lo avrebbe distrutto.
Pietro aveva parlato a lungo con Bella. Lei aveva visto nel fiero principe venuto da lontano qualcosa che molti non avevano saputo scorgere: una nobiltà d’animo rara, una giustizia silenziosa, più forte della spada. Pietro e Bella concepirono un piano che pareva folle: sostenere la principessa e il suo amore impossibile, e spingere verso un incontro tra il Moro e l’Imperatore, per favorire la pace. Sarebbe stato compito di Bella, assieme alla principessa, esporre il piano al Moro in persona.
Ma in più Bella confidò a Pietro un desiderio nascosto, un sogno, una speranza. Quando la pace fosse stata siglata, avrebbe chiesto al Moro di essere lasciata libera, ed era certa che lui avrebbe acconsentito. Allora avrebbe voluto Pietro al suo fianco, per fondare una nuova città, un luogo dove nessuno fosse giudicato per la nascita, o per l’apparenza, o per il mestiere; dove tutti potessero essere uguali e liberi.

Pietro ascoltò in silenzio, come sempre. Ma per la prima volta non si sentì un’ombra. Sapeva di avere un posto in quel sogno. E mentre, insieme a Bella e alla principessa, accompagnava il Moro all’incontro con l’imperatore, Pietro comprese ciò che nessuno gli aveva mai insegnato da bambino: ognuno ha il proprio posto nel mondo. Nessuno nasce inutile. Capì finalmente che il valore di una persona non deve essere nascosto per paura delle derisioni o della violenza, ma riconosciuto, custodito e narrato, perché il silenzio è spesso l’arma di chi ferisce. Pietro pensò alle botte, al fango, alle derisioni. Capì che non erano state colpa sua, ma erano nate dall’ignoranza degli altri. Dalla loro paura. Lui non era mai stato sbagliato: era stato solo non ascoltato. Ma ora aveva imparato a camminare a testa alta, non più come servo, ma come uomo. Aveva trovato forza nella cura, non nella prepotenza; nel rispetto, non nella paura. Aveva avuto il coraggio di aprirsi, di raccontare: e quelle parole erano state più efficaci di un qualsiasi unguento sopra una ferita profonda.
E sapeva che il mondo che avrebbe costruito con Bella sarebbe stato diverso, un luogo dove nessuno sarebbe stato escluso per ciò che era.

© 2026 Famija Monregaleisa 1949. r.f. – Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata
Immagini generati con i.a.

La Béla Monregaleisa 2026 è Cecilia Turbiglio

La Bela Monregaleisa 2026 nasce, cresce e lavora a Mondovì. È igienista dentale e da un paio d’anni collabora con il fratello ed il papà nell’attività di famiglia, lo Studio Dentistico Turbiglio.
Si chiama Cecilia Turbiglio e il carnevale lo porta nel cuore. Quest’anno interpreta il ruolo femminile principale della manifestazione, quello della Béla, figura centrale della storia ufficiale del Carnevale di Mondovì, protagonista del sogno che porta alla fondazione della città destinata a diventare Mondovì.

Cecilia, prime emozioni da Béla Monregaleisa? Ti senti ‘pronta’?
“Quando sono stata individuata come Béla ho provato una grandissima emozione, unita ad una grande soddisfazione: la Béla è una figura storica, molto importante per il Monregalese. Un ruolo di peso insomma. Ne ho parlato subito con i miei genitori, entusiasti pure loro. Se mi sento pronta? Sì, anche perché il mio lavoro mi ha abituata ad avere contatto quotidianamente con anziani, bambini, persone di qualsiasi fascia di età. E poi il carnevale mi è sempre piaciuto, ho sempre partecipato alle sfilate e ai vari appuntamenti di festa, ritengo sia una delle tradizioni più belle di Mondovì”.

Qualisono i tuoi hobby?
“Amo lo sport, perché è importante prendersi cura del corpo, come della mente, per stare bene con se stessi. Amo praticare sport – in particolare quelli che non prevedono competizione – in particolare il nuoto, ma anche pilates, yoga, tennis. Ma mi piace anche cantare, specialmente con mio papà che è bravissimo al piano; leggo, ascolto molti audiolibri e podcast; e cerco di ritagliarmi tempo anche per viaggiare”.

Qual è il tuo ricordo più bello legato al carnevale?
“Ricordo benissimo quando, da piccola alle elementari, aspettavamo la visita del Moro, che all’epoca era Aurelio Cattò. Era un momento emozionantissimo: saltavo, ballavo, mi arrampicavo… Praticamente fuori di me dalla gioia. Era un momento diverso da tutti gli altri, davvero bellissimo”.

Come hai scelto il vestito da Béla?
“Ho avuto un colloquio con Cinzia Ghigliano, che ha realizzato il bozzetto. Ho optato per il verde come colore principale; la scelta del tessuto non è stata semplice, perché la ricerca dei particolari è molto attenta. Ho voluto uno scollo a cuore e una novità importante è la coroncina di fiori che porterò in testa: non la solita e tradizionale ‘ciambella’, ma un vero e proprio ornamento floreale che richiama molto quello delle tavole della nostra storia illustrata”.

Cosa ti aspetti da questo Carlevé?
“Mi aspetto un clima festaiolo, ovvio. Ma con la giusta moderazione. Il Carlevé da questo punto di vista si è evoluto molto, è diventato più elegante, meno sguaiato. Farne parte integrante sarà facile, sia all’interno della Famija Monregalesi che della Corte vedo solo persone a cui voglio bene, un ambiente familiare e persone serie, Moro compreso”.

Quale pensi sarà l’emozione più grande?
“Credo andare nelle scuole con il GiroMoro. Da bambina era un’esperienza che mi aveva emozionata tantissimo: ora sarà interessante capire cosa si prova a stare dall’altra parte. È una esperienza che mi manca e verso la quale sono molto curiosa. I bambini ti arricchiscono molto ed è bello poter proporre loro idee e progetti: sarà bello farlo, un domani, anche con idee legate alla mia sfera lavorativa”.

Un ultimo pensiero sulla città di Mondovì, che cambia e si presenta sempre più bella, accattivante.
“Mondovì è la mia città. Mi piace da sempre, la trovo comoda, dal punto di vista estetico è bellissima, molto regale, persino più bella di tante altre città. Ed il nostro carnevale, in questo senso, la impreziosisce ulteriormente”.

Il Carlevé svela la sua Béla Monregaleisa

Dopo il grande successo delle partecipazioni al carnevale di Savona e, domenica 25 gennaio, al carnevale di Busca, dove l’entusiasmo ed il calore del pubblico hanno confermato ancora una volta la forza e il fascino della tradizione monregalese, il carnevale di Mondovì è pronto presentarsi ufficialmente in vista dell’edizione 2026.

Il primo, atteso appuntamento è fissato per sabato 31 gennaio, quando alle ore 11, presso l’atrio dell’ex Palazzo dei Gesuiti in Piazza Maggiore, si terrà la conferenza stampa di presentazione del Carlevé ‘d Mondvì 2026. Un momento fondamentale che darà ufficialmente il via al percorso che accompagnerà la città verso uno degli eventi più sentiti dell’anno.

Come da tradizione, nel corso della conferenza si celebrerà il momento più atteso di questo periodo: verrà infatti svelata l’identità della Béla Monregaleisa 2026 che accompagnerà il Moro e la corte per l’intero periodo carnevalesco. Ma la grande novità dell’edizione 2026 è rappresentata dalla consegna ufficiale delle chiavi della città, che avverrà proprio nel corso della conferenza stampa. Il sindaco Luca Robaldo consegnerà simbolicamente le chiavi al Moro, sancendo così l’avvio ufficiale del periodo carnevalesco e il temporaneo “governo” della città all’insegna dell’allegria e della festa.

“Il Carnevale di Mondovì – dice Andrea Tonello, presidente della Famija Monregaleisa 1949 – si conferma una manifestazione capace di rinnovarsi, mantenendo salde le proprie radici storiche e popolari, ma guardando al futuro con nuove idee. Non ci saranno solo le due sfilate, in programma per domenica 8 febbraio (per i gruppi, a Breo) e domenica 15 febbraio (carri e gruppi, all’Altipiano) ma un programma ricco di appuntamenti pronto a coinvolgere un pubblico sempre più ampio. Idee e iniziative a tutto tondo che verranno svelate nel corso della presentazione, in attesa di vederle concretizzate nelle prossime, intensissime settimane”.

Rinnovata la storica amicizia con Savona

È un po’ l’appuntamento che apre ufficialmente le danze per quanto riguarda il carnevale per il nostro territorio: la visita del Carlevé ‘d Mondvì al carnevale di Savona è ormai un elemento “storico” dei festeggiamenti carnevaleschi monregalesi.

Il Carlevé ’d Mondvì ha celebrato anche in questo 2026 il suo storico rapporto di amicizia con il Savonese, rinnovando un gemellaggio che affonda le radici nella tradizione e nella condivisione dei valori del carnevale popolare.

Domenica 18 gennaio il Moro, affiancato dalla sua Corte, ha preso parte all’attesa cerimonia dell’arrivo via mare di Cicciolin, personaggio simbolo del carnevale di Savona. In darsena si sono ritrovate numerose maschere provenienti da diverse località del Nord Italia, che hanno poi animato il centro cittadino sfilando in corteo fino a piazza Sisto IV. Qui, come da tradizione, Cicciolin ha ricevuto ufficialmente le chiavi della città dalle mani del sindaco, dando così il via ai festeggiamenti.

La chiusura della giornata nella storica Torre del Brandale, dove Cicciolin ha ricevuto dal Moro, dal vice presidente della Famija Monregaleisa 1949 Pietro Danna e dall’assessore alle Manifestazioni del Comune di Mondovì Alessandro Terreno un piatto ricordo a suggellare la storica amicizia tra le maschere monregalesi e quelle savonesi.

Archiviato questo importante momento di condivisione, il Carlevé ’d Mondvì guarda ora al prossimo impegno: domenica 25 gennaio il Moro e la sua Corte saranno ospiti del Carnevale di Busca, per un nuovo appuntamento all’insegna della festa e della tradizione.

Il tutto in attesa del grande giorno, sabato 31 gennaio, in cui il Carnevale monregalese svelerà tutti i suoi segreti, le novità e… l’identità della Béla Monregaleisa 2026. La conferenza stampa è in programma alle ore 11 presso l’atrio dell’ex Palazzo dei Gesuiti a Mondovì Piazza.

Anche nel 2026 tornano i ‘piccoli Mori’ e le ‘piccole Béle’

Per il terzo anno consecutivo la Famija Monregaleisa 1949, Associazione che organizza il Carnevale di Mondovì, mette in campo un’iniziativa che sta ormai diventando parte della tradizione carnevalesca locale: quella dedicata ai ‘piccoli Mori’ e alle ‘piccole Béle’.

“Come già negli anni scorsi – commenta Andrea Tonello, presidente della Famija Monregaleisa 1949 – il Carnevale di Mondovì, coinvolgendo anche Scuole ed Associazioni, intende dedicare grande attenzione alle famiglie e ai bambini, ossia quelli che tra qualche anno potranno portare avanti le sorti e la tradizione dell’evento”.

I piccoli Mori e le piccole Béle sono uno speciale gruppo mascherato dedicato ai ragazzi della Scuola primaria e ai bambini della Scuola dell’infanzia, in cui ogni piccolo partecipante impersonerà i protagonisti più popolari del carnevale monregalese: la coloratissima truppa sfilerà a fianco del Moro e della sua Corte nelle giornate dell’8 e del 15 febbraio 2026. Ogni bambino dovrà essere accompagnato da un genitore o da un tutore, anch’egli mascherato.

I costi: la quota di partecipazione (invariata rispetto allo scorso anno) è di 30 euro per ogni bambino e di 20 euro per ogni adulto (con possibilità di sconti nel caso in cui i bambini siano più di uno per famiglia); comprende: costume, turbante, martello, fusciacca, coroncina e coriandoli per ogni bambino; mantello e coriandoli per ogni accompagnatore.

Come ci si iscrive?

Per procedere con l’iscrizione sarà necessario recarsi presso il gazebo allestito a Mondovì Breo di fronte al Bar Pasticceria Comino (via Guglielmo Marconi 1) nelle giornate di sabato 17 gennaio (dalle ore 10.30 alle ore 12.30) e sabato 24 gennaio (dalle ore 14.30 alle ore 16.30). All’atto dell’iscrizione verrà fornito il dettaglio per il ritiro dei costumi; le informazioni su luogo e orario di ritrovo per le sfilate verranno invece comunicati al momento del ritiro. Per ulteriori chiarimenti è possibile contattare il numero 0174 552192 o scrivere una mail a esedramondovi@gmail.com.

La sfilata dei carri torna all’Altipiano

Con l’annuncio del Moro di Mondovì al Raduno internazionale delle mongolfiere, il giorno dell’Epifania, il Carlevé ‘d Mondvì cala la sua prima, importante carta sul tavolo delle novità di questo 2026 appena sbocciato.

La grande sfilata dei carri, in programma domenica 15 febbraio, si terrà all’Altipiano.

“L’ultimo anno in cui è stata organizzata la sfilata dei carri interamente all’Altipiano è stato il 2009 – commenta il direttivo della Famija Monregaleisa 1949 -: il carnevale è di tutta la città, pertanto abbiamo deciso di riportare l’evento in questo rione, mantenendo la sfilata dei gruppi mascherati (in programma l’8 febbraio) a Breo. Oltre ad estendere la manifestazione su più livelli, l’Altipiano ci consente di sfruttare un’area potenzialmente molto interessante per la realizzazione di una sfilata con i carri allegorici, con ampi spazi a disposizione”. Il percorso completo verrà svelato nel corso della conferenza stampa di presentazione, sabato 31 gennaio.

“Abbiamo accolto con pieno favore l’idea di riportare la sfilata di carnevale all’Altipiano e in questi mesi, insieme agli uffici e al Comando di Polizia Locale, abbiamo lavorato fianco a fianco alla Famija Monregaleisa 1949 affinché l’opzione si concretizzasse – il commento del sindaco Luca Robaldo e dell’assessore alle Manifestazioni Alessandro Terreno -. Il Carlevé ‘d Mondvì torna così ad essere un evento aggregativo diffuso, con una sfilata a Breo e una tra l’Altipiano e il Ferrone, in perfetta sintonia con la visione amministrativa di un palinsesto annuale che sappia coinvolgere diverse zone cittadine. Dopo la sua riapertura e le felici esperienze del Pyromusical Show e del Night Glow del 7 settembre scorso e del Vertigo Christmas Festival, dunque, Parco Europa si affianca ai centri storici di Piazza e di Breo come sede ottimale per ospitare manifestazioni ad ampio respiro, per una città che pur nella sua eterogeneità geografica, sa presentarsi unita e coesa di fronte a iniziative dal forte potere attrattivo come il Carlevé”.